L’associazione si prefigge di diffondere e tutelare la cultura arcieristica medievale. L’impegno è di una continua crescita culturale da acquisirsi con la promozione di convegni e tavole rotonde, e la successiva divulgazione tramite manifestazioni a scopo didattico-dimostrative e tornei storici.
Nella realtà moderna dove l’arco è conosciuto principalmente attraverso lo stereotipo di Robin Hood, e le prestazioni sportive alle Olimpiadi, vogliamo portare a conoscenza di tutti, con la maggior coerenza possibile, la grande arte del tiro con l’arco.
La storia dell’arco ha accompagnato di pari passo quella dell’uomo, da quando circa 30.000 anni fa ha fatto la sua comparsa (come attestato da numerosi ritrovamenti di incisioni rupestri), ad oggi dove lo vediamo sempre protagonista, anche se snaturato dal principale uso per il quale è nato, ossia quello della caccia.
L’Associazione oltre a rappresentare nella forma scenico-ricostruttiva, il periodo Toscano tra il 1250 e il 1350, si espande nella sezione didattica nel periodo Europeo e Asiatico tra il 1000 e il 1450, nell’intenzione di esaltare e documentare il periodo più florido dell’uso dell’arco e della costruzione dello stesso.
L’interlocutore si troverà pertanto di fronte ad un ampio spettro di realtà, nel quale potrà confrontare tecniche di tiro e di costruzione, che abbracciano tempi e luoghi lontani tra loro, ma che inesorabilmente si influenzano.
Nel diretto contatto con i vari materiali, il pubblico ha la possibilità di toccare con mano le essenze e gli attrezzi adatti alla costruzione di archi e frecce.
Altro momento didattico è la dimostrazione da parte dei nostri Mastri Arcai, della costruzione di un arco in tutti i suoi passaggi, dal sezionamento del tronco, alla forma di abbozzo e poi succesivamente alla calibrazione della potenza di tiro ed alla rifinitura.
Sul piano spettacolare siamo grado di effettuare tiri di destrezza, anche con più frecce contemporaneamente, e suggestivi lanci di frecce infuocate.
Nelle nostre rappresentazioni ci sforziamo di ricreare ambienti il più possibile coerenti al periodo che rappresentiamo, contribuendo ad una immagine di insieme che porti, chi guarda, indietro nel tempo.
Con il termine banderia veniva identificato sia un gruppo di persone ( armati a cavallo e non), sia il vessillo o lo stendardo che essi esibivano, a conferma dell’appartenenza a un casato.
La derivazione etimologica è da banda, la stessa che successivamente definirà la parola “bandiera”.

La Tuscia era il territorio, in più volte allargato e ristretto, che attualmente viene chiamato Toscana, e che nei secoli ha convissuto con le identificazioni, dello stesso territorio, con il nome di Etruria e Tuscania, Fu Diocleziano, nel III° secolo d.c. ad adottare il termine Tuscia e tale nome sopravvisse alla dominazione longobarda e a quella carolingia.. (Documentazione tratta da “Nascita della Toscana” di Sergio Salvi).

La nostra maggiore soddisfazione è quella di poter asserire di aver costruito personalmente, in modo artigianale le nostre scarpe, le nostre cinture, le borse, i vestiti, le scodelle per il cibo, gli attrezzi per la cucina, gli archi, le frecce, le faretre, i copricapi, le protezioni per la battaglia, le armi, la tenda e tutto ciò che completa la vita quotidiana del personaggio medievale ed il suo abitat.

Via Canova, 102 - 50142 Firenze

Tel/ Fax 055.781259 - Cel. 335.5950487

banderiatuscia@hotmail.com

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