In questa sezione potete trovare la storia della battaglia di Scannagallo, con la cronaca delle giornate che hanno portato a quel fatidico 2 agosto 1554, il giorno in cui si è deciso il destino di una Repubblica e si è fatta la storia di una regione; LA TOSCANA Gian Giacomo dei Medici, detto il Marignano, comandante dell'esercito Ispano fiorentino ; Piero Strozzi un fiorentino alla testa dei senesi , i Lanzichenecchi, i Tercios spagnoli, mercenari , intrighi e politica internazionale con Francia e Spagna a contendersi l'Italia e dietro a tutti, l'ombra di Cosimo I° che chiuso nel suo palazzo studia la presa di Siena. Questo è stato Scannagallo. |
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L'arrivo del Marignano, la sortita dello Strozzi, la battaglia.
Nei giorni che andarono dal lunedì 30 luglio al mercoledì primo di agosto la situazione tattica dei due schieramenti restò come bloccata, entrambi i contendenti lavorarono alacremente al rafforzamento dei campi, scavando e fortificando le posizioni occupate per garantirsi solide postazioni in previsione dell'attacco nemico. Nel campo fiorentino-spagnolo la situazione era leggermente migliore, l'esercito guidato dal Marignano operava, tutto sommato, in territorio amico; da Arezzo per esempio arrivarono il 31 luglio 70 muli carichi di pane già confezionato. Scaramucce si accendevano tra i reparti avanzati, impegnati nell'impedire all'avversario il movimento e, cosa fondamentale, l'andata all'abbeverata di uomini e cavalli. La stagione era secca, non pioveva da 40 giorni, il caldo torrido e il problema maggiore era quello di garantire ogni giorno acqua da bere per le migliaia di uomini accampati sulle colline riarse; a lungo andare la situazione generale volgeva a sfavore dei franco-senesi: Piero Strozzi lamentava la scarsità di zappatori di cui invece avrebbe avuto estremo bisogno per i necessari lavori di sterro e fortificazione, inoltre l'organizzazione logistica era affidata al caso e alla buona volontà dei sottoposti con la conseguente penuria di rifornimenti alimentari:Il grano ammassato nei giorni precedenti a Lucignano non poteva essere macinato perché nella guerra di scorreria intrapresa dai senesi questi si erano accaniti nella distruzione dei mulini di Val di Chiana e ora, costretti all'immobilità sotto Marciano, per sfamare la gente in armi. La distanza da Siena complicava ulteriormente il servizio di spola tra il comando di Piero Strozzi e la città per cui anche il denaro necessario alle paghe dei soldati scarseggiava e le soldatesche,in gran parte composte di mercenari irrequieti, cominciavano a ribollire di rabbia
Certamente si vedevano muovere fuochi nel campo nemico e, le orecchie più acute, avranno udito le voci dei soldati e gli ordini dati in francese, tedesco e italiano dai capitani impegnati a zittire gli uomini, i versi delle bestie caricate dei bagagli: muggiti di buoi, nitriti di cavalli e infine ragli, dei muli, asini e somari mossi a furia di bastonate dai loro conducenti. I soldati del campo fiorentino, una volta allertati, furono fatti armare e schierati per compagnie, pronti a marciare ed affrontare il nemico se questi avesse dato segno di attaccare. Un combattimento notturno era sempre temuto nonostante la prassi guerresca dell'epoca vi ricorresse spesso. La frescura notturna divenne per qualche tempo più pungente e la notte cominciò impercettibile a schiarire, il buio della notte trascolorò lentamente in quell'incerto chiarore dove l'ombra svanisce e gli uomini poterono vedere il viso di chi avevano accanto,
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